CDI: primi risultati del progetto Re.Water

Il Centro Diagnostico Italiano (CDI) si conferma all’avanguardia nella sostenibilità sanitaria come prima realtà in Italia a limitare la dispersione di mezzi di contrasto negli scarichi idrici. Durante l’European Congress of Radiology 2026 di Vienna, sono stati illustrati i primi esiti di Re.Water, un’iniziativa sperimentale sviluppata da Bracco Imaging con Zereau per tutelare l'ambiente dall'inquinamento da farmaci. 
Normalmente, dopo TAC o risonanze magnetiche, i pazienti espellono il contrasto tramite le urine, che finiscono direttamente nella rete fognaria. Il progetto Re.Water introduce una soluzione pratica: l’installazione di servizi igienici tecnologici dotati di filtri speciali capaci di trattenere le sostanze iodate prima che raggiungano le acque pubbliche. 
I dati raccolti dal CDI su un campione di oltre 400 pazienti mostrano un successo straordinario: adesione altissima: il 99% dei coinvolti ha accettato di partecipare; impegno civico: i pazienti hanno scelto di restare in struttura per circa un'ora dopo l'esame per utilizzare i bagni filtranti; feedback positivo: il 93% degli utenti considera l'iniziativa fondamentale per l'ambiente e il 91% ha trovato tollerabile l'attesa aggiuntiva. 
Se i risultati finali confermeranno questo trend, il metodo Re.Water potrebbe trasformarsi in uno standard ecologico per tutti gli ospedali europei, trasformando un processo diagnostico di routine in un atto concreto di protezione del territorio.
"La diagnostica per immagini è uno strumento essenziale per la prevenzione e la diagnosi precoce, ma oggi è sempre più importante affiancare all'innovazione tecnologica anche una riflessione sull'impatto ambientale dei processi sanitari", ha commentato Katia Iaccarino, responsabile dell'implementazione del progetto presso il Centro Diagnostico Italiano. "Con Re.Water vogliamo dimostrare che è possibile integrare pratiche di sostenibilità all'interno del percorso clinico senza compromettere la qualità dell'assistenza e dl'esperienza del paziente. La sensibilità e il coinvolgimento dei pazienti sono state straordinarie e rappresentano un segnale molto positivo: quando le persone comprendono il valore ambientale di un'iniziativa e si sentono parte attiva del processo, sono propense a partecipare".