Dal vigneto al veicolo, la svolta ecologica di Citroën
I tralci di vite, storicamente considerati scarti agricoli da bruciare dopo la potatura, trovano oggi una seconda vita a bordo della Citroën C5 Aircross. L'innovazione supporta l’obiettivo di Stellantis di utilizzare il 35% di materiali sostenibili nei nuovi modelli entro il 2030, promuovendo un'economia circolare e riducendo l'impatto ambientale.

Inserire fibre biologiche in un settore dai rigidi standard tecnici ha richiesto una profonda trasformazione nei processi produttivi. Mentre i componenti automobilistici tradizionali puntano alla perfetta uniformità, questo materiale composito, nato dalla macinazione meccanica dei tralci in fibre finissime, celebra l'unicità della natura. Ogni elemento presenta sfumature e texture irripetibili che conferiscono un aspetto organico e materico agli interni.
Il progetto, avviato nel 2017 dai designer Citroën, si è concretizzato grazie alla collaborazione tra ingegneri di ricerca e sviluppo Stellantis, esperti di acquisti e una startup specializzata. Insieme hanno superato complesse sfide legate a: durabilità del composito; sicurezza nei test automotive; logistica tramite una filiera locale e agile.
Il team Colors & Materials ha scelto di non nascondere l'origine del materiale, ma di renderla visibile e piacevole al tatto. Una scelta che trasforma la sostenibilità in un'esperienza sensoriale ed emotiva per i passeggeri, ridefinendo il concetto di lusso e valore attraverso l'autenticità. Per l'ufficio acquisti, la sfida principale è stata creare un ecosistema inedito che connettesse il mondo agricolo della Borgogna con i fornitori industriali. La partnership di lungo periodo dimostra come la gestione dei materiali possa evolvere verso un approccio strategico e trasparente, offrendo ai clienti Citroën un'innovazione ecologica concreta e immediatamente riconoscibile all'interno del veicolo.
