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Nuova 'vita' ai rifiuti ospedalieri grazie alla termovalorizzazioneSanificati, i contenitori sono utilizzati per la produzione di energia


Il loro numero è aumentato del 20 per cento solo nell'ultima settimana, ma sinora le aziende che si occupano di raccolta/trattamento dei rifiuti ospedalieri sembrano 'tenere'.

Una buona parte degli scarti sanitari (circa 70mila-80mila tonnellate su una media nazionale compresa tra 150mila e 200mila tonnellate) è gestita da Eco Eridania SpA, associata a Confindustria Cisambiente.

I rifiuti ospedalieri trattati sono destinati alla termovalorizzazione, grazie a cui si produce energia a vantaggio della rete. Nel considerarne la natura di prodotti pericolosi, perché potenzialmente infetti, alla fase di prelievo segue il passaggio dai sacchi a contenitori che prendono quindi la via di quegli impianti che hanno le attrezzature necessarie per provvedere alla loro sanificazione, in tutto una ventina in Italia. Qualora trovati non in condizioni adeguate, sono distrutti tramite valorizzazione energetica.  

Spostandoci da Nord a Sud del nostro Paese, si trova che le difficoltà possono verificarsi anche a monte, a livello della raccolta, come ha denunciato Natalia Re, responsabile delle Relazioni Pubbliche di Ugri Srl, società del settore smaltimento rifiuti ospedalieri in Sicilia: "abbiamo la necessità di capire come meglio svolgere il servizio, tenendo conto che abbiamo scorte limitatissime sia di mascherine che di tutti i dispositivi di sicurezza e di prevenzione necessari per svolgere un adeguato servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti provenienti da strutture sanitarie, senza mettere a rischio i nostri dipendenti, le loro famiglie, le strutture sanitarie e la comunità".

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