HTR e nuovo impianto COSECO presentato a Milano

HTR. È l’acronimo di High Tech Recycling, un Gruppo, attivo dal 2003, che ha come punto di forza la polivalenza nel settore ambientale.
Presenta infatti, e applica su tutto il territorio nazionale, specifiche competenze nei settori delle bonifiche (siti contaminati, materiali contenenti amianto e fibre minerali), ma anche in ingegneria ambientale, demolizioni totali o parziali di immobili, ed intermediazione della gestione dei rifiuti.
HTR si è presentata alla stampa specializzata per la prima volta, anche in occasione del nuovo impianto di COSECO (a Terni), uno dei pochi presenti nel centro Italia, dedicato alla sterilizzazione dei rifiuti sanitari.

L'autorizzazione iniziale prevede il ritiro di 2.000 tonnellate annue di rifiuti solidi a rischio infettivo e altre 2.000 tonnellate di rifiuti liquidi. La struttura è sovradimensionata per consentire un futuro incremento della produzione fino a 4.000 tonnellate di solidi e 3.000 di liquidi all'anno. Il piano di sviluppo prevede inoltre l'installazione, a inizio 2027, di un tunnel di lavaggio per contenitori contaminati. Per ragioni di sicurezza l'impianto disporrà di un portale per il rilevamento della radioattività, escludendo tuttavia il trattamento di rifiuti radioattivi ospedalieri.
Attraverso processi avanzati di triturazione e sterilizzazione termica, viene eliminata la carica microbiotica, consentendo la declassazione del rifiuto “pericoloso a rischio infettivo” a “non pericoloso”; step che permette di ottimizzare e facilitare le fasi successive di smaltimento.
L’impianto verrà ultimato ad agosto e molto probabilmente entrerà in funzione a settembre. I rifiuti sanitari così trattati (sterilizzati), potranno essere valorizzati nella produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario), destinati al recupero energetico in impianti autorizzati.

"Con la realizzazione di questo impianto - ha spiegato Matteo Bettoja, Partner HTR e Responsabile del Progetto COSECO - abbiamo voluto affrontare un segmento di mercato ancora poco sviluppato in Italia. Si tratta di un investimento importante, con l'obiettivo è portare questa società da poche centinaia di migliaia di euro a un fatturato di circa cinque milioni di euro nei primi tre anni, abbattendo drasticamente la catena logistica e i costi di smaltimento per le ASL e i grandi ospedali di Perugia, Firenze e non solo".

"HTR nasce come High Tech Recycling - ha spiegato Gianluca Morelli, Partner e Responsabile Commerciale di HTR Bonifiche - perché nel 2003 immaginavamo di specializzarci nel recupero dei beni durevoli in Italia; negli anni successivi, la nostra realtà è progressivamente diventata quella che è ora, ossia un'azienda polivalente, la cui forza è proprio la flessibilità. La divisione Bonifiche Amianto ha eseguito nel 2025 ben 278 cantieri, posizionandoci tra le prime cinque aziende del settore in Italia. Nello strip-out riusciamo a recuperare circa il 93% dei rifiuti. Il mercato si sta spostando dalle grandi città alle località turistiche d'eccellenza, come Fasano, Portofino e il Lago di Como, attirando capitali esteri".
"La nostra crescita è supportata da una forte responsabilità sociale: quest'anno abbiamo pubblicato il nostro primo Bilancio di Sostenibilità, incentrato su progetti di inclusione e sport per ragazzi con disabilità, e siamo stati premiati per il terzo anno consecutivo per la nostra puntualità bancaria nel pagamento dei fornitori", ha concluso Vincenzo Maria Cozzoli, Presidente del Gruppo HTR.

In foto: i 3 soci fondatori.