IdentiPack: l'ottava edizione scatta la foto al packaging
L'ottava edizione dell'Osservatorio IdentiPack, nato dalla collaborazione tra CONAI e GS1 Italy, evidenzia come l'etichettatura ambientale sia sempre più presente sui prodotti di largo consumo in Italia. Per la prima volta affianca alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a ipermercati e supermercati, anche il canale del libero servizio (supermercati con superficie inferiore ai 400 mq, circa 9.615 punti vendita) offrendo così una visione più completa e rappresentativa del mercato nazionale.
A dare un prezioso contributo è stato anche il servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, basata su un paniere che varia a ogni edizione in funzione delle referenze digitalizzate, e che restituisce trend e direzioni di sviluppo, più che confronti puntuali tra singoli periodi.
Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso (67,2% delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%). Restano invece sotto la media bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura persona (47,5%), seppur con segnali di recupero in alcune categorie.
Le indicazioni sul corretto conferimento in raccolta differenziata sono ancora più comuni: riguardano il 62,1% dei prodotti (92.474 referenze) e l'83,6% delle confezioni vendute (22,8 miliardi di unità), con una crescita annua rispettivamente del +2,2% e +1,2%.
Il cura casa resta il comparto più avanzato su questo fronte (28,1% delle referenze), mentre in molti reparti l’uso del digitale è ancora sporadico o assente. Il reparto delle carni confezionate continua a rappresentare un'area critica per la comunicazione ambientale, superando la media del comparto grocery in soli due cluster su sei e registrando un'assenza totale di informazioni in altri due ambiti. Allo stesso modo, nel settore cura persona, la sostenibilità del packaging viene comunicata on-pack in modo ancora limitato e selettivo, focalizzandosi prevalentemente sulla segnalazione di marchi ambientali volontari o sulla certificazione di compostabilità, come indicato nelle analisi dell'Osservatorio IdentiPack.
"La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori" ha spiegato Simona Fontana, direttore generale CONAI. "I dati di IdentiPack, rafforzati dalla crescente rappresentatività del campione analizzato, confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, con l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata ormai diffuse. La Direttiva 825 e le future norme europee sui green claim rafforzano poi l’importanza di fornire informazioni affidabili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica ma un obbligo. È un passo decisivo verso una circular economy in cui sostenibilità e responsabilità diventano leve di valore a lungo termine. E il consumatore, quindi ognuno di noi, ha un ruolo proattivo nelle scelte di acquisto e nella gestione domestica degli imballaggi post-consumo".
"L’analisi condotta da IdentiPack, sulla base degli oltre 148 mila prodotti digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, conferma come gli imballaggi siano sempre di più un veicolo prezioso di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori, anche per quanto riguarda i temi ambientali" ha sottolineato Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy. "Come diffuso e consultato mezzo di comunicazione, le etichette consentono di promuovere la cultura della sostenibilità, avvicinando un pubblico ampio e trasversale ai diversi target e canali distributivi".
L'ottava edizione di IdentiPack analizza lo stato dell'etichettatura ambientale in Italia, offrendo una panoramica dettagliata sulla digitalizzazione e la sostenibilità degli imballaggi. Grazie all'utilizzo dello standard GS1 GTIN (il comune codice a barre), l'osservatorio incrocia i dati di oltre 148.000 prodotti di largo consumo per monitorare l'evoluzione del settore.

