Resilco: primo impianto in Italia per rifiuti industriali
La startup bergamasca Resilco, configurata come Società Benefit, ha inaugurato a Busnago un innovativo impianto pilota dedicato alla trasformazione di scarti industriali alcalini in materie prime per l'edilizia. È il primo esempio in Italia di tecnologia capace di convertire ceneri, scorie e polveri industriali in risorse con un processo che sequestra l'anidride carbonica in modo definitivo.
Il sistema si distingue per la sua estrema semplicità operativa, poiché lavora a temperatura e pressione ambiente utilizzando la CO₂ come reagente principale.
Grazie a questa rapidità d'azione, l'azienda riesce a recuperare oltre il 90% del rifiuto trattato, creando filler e leganti sostenibili che possono sostituire fino al 30% del cemento tradizionale.
L'apertura del sito di Busnago segna il passaggio fondamentale dai test di laboratorio alla scala semi-industriale. L'obiettivo principale della sperimentazione è ottenere la qualifica di End of Waste, necessaria per avviare la vendita degli impianti tecnologici direttamente alle aziende produttrici di residui. In questo modo, Resilco punta a creare un'economia circolare che riduca drasticamente l'uso delle discariche e delle materie prime estratte, offrendo al contempo soluzioni per la decarbonizzazione del settore costruttivo.Resilco ha progettato l'attività di Busnago con un forte impegno verso la trasparenza e la tutela dell'area.
La sperimentazione è limitata nel tempo e prevede la gestione di appena 20 tonnellate di materiale all'anno, una soglia estremamente prudenziale che risulta cinquanta volte inferiore ai limiti massimi di legge. L'impianto opera senza produrre scarichi idrici e l'azienda si è impegnata a svolgere analisi costanti e volontarie sulla qualità dell'aria circostante, condividendo i risultati con l'amministrazione comunale. Una volta completato il percorso di certificazione, il sito verrà smantellato per spostare il focus sulla commercializzazione degli impianti presso i clienti finali.
Fondata nel 2019 da David Callejo Munoz, la società ha raccolto finora 6,5 milioni di euro, attirando l'interesse di importanti investitori come 360 Capital, CDP Venture Capital e Lombardia Venture. Questi capitali, che includono risorse del PNRR e fondi europei, sostengono una realtà deep tech che ha recentemente completato il programma internazionale Creative Destruction Lab. Come sottolineato dai vertici aziendali, il successo di questa iniziativa dimostra che è possibile trasformare un problema ambientale critico in una soluzione industriale redditizia e sostenibile per l'intera filiera delle costruzioni.
"L’avvio dell’impianto sperimentale di Busnago è un momento decisivo per Resilco, perchè significa portare la nostra tecnologia dal laboratorio a una dimostrazione operativa in condizioni reali, ha commentato David Callejo Muñoz, CEO di Resilco. Qui validiamo un modello che combina recupero dei rifiuti industriali e stoccaggio permanente di CO₂, trasformando un costo ambientale ed economico in una risorsa per la filiera delle costruzioni. Il nostro obiettivo è completare la fase sperimentale nel più breve tempo ragionevolmente possibile e, una volta ottenuta la qualifica End of Waste per i materiali, concentrarci sulla commercializzazione di impianti replicabili installabili presso i siti dei clienti”.
"Nel deeptech industriale, il momento più delicato non è la ricerca, è l'industrializzazione, ha spiegato Alessandro Zaccaria, Partner di 360 Capital. Resilco ha dimostrato di saper fare questo salto, con una tecnologia capace di trasformare un problema ambientale reale - lo smaltimento di rifiuti industriali alcalini - in una soluzione economicamente vantaggiosa per la filiera delle costruzioni. È esattamente il tipo di innovazione che cerca il nostro fondo 360 LIFE II”.
