Tre brand insieme per l'idrogeno. Nasce A2HIveco, Volvo e Mercedes, ma anche Shell e OMV. Tutti insieme appassionatamente





Daimler Truck AG, IVECO, OMV, Shell e Volvo Group percorrono insieme la strada, creando una società ad hoc, la H2A, per trasformare la creazione a bordo dell’energia necessaria alla locomozione, utilizzando la logica delle celle a combustibile, alimentate da particelle di idrogeno. (descrizione)Una tecnologia “vecchia” di almeno cinquant’anni, visto che + stata utilizzata dalla NASA per le missioni Apollo, ma ancora la migliore per ottenere energia “well to wheel”. I costi e le materie prime delle celle ne hanno finora limitato o meglio reso impossibile lo sfruttamento su grande scala.

Ma si parla sempre più spesso, a volte a sproposito, di “idrogeno” e “celle”, perché tutti i grandi marchi automobilistici (ricordate la Classe A Mercedes?) usano questa possibilità per dipingersi sempre più di verde. Questo tipo di alimentazione non deve essere confusa però con quella che prevedeva l’idrogeno per alimetare i normali motori endotermici modificati. Nei dintorni di Milano venne addirittura allestita, con tanto di inaugurazione, una finta stazione per l’idrogeno. Ma quella è una storia triste, di bassa demagogia. I nuovi progetti sembrano seri, al punto da indurre cinque marchi di grande prestigio a mettersi insieme per affrontare una sfida davvero difficile: creare “veri” truck a idrogeno, (descrizione)con quello che ne consegue: siti di produzione di idrogeno, hub di stoccaggio, reti di rifornimento, service in grado di effettuare la manutenzione. Va ricordato che l’idrogeno, monomolecolare, deve essere sottoposto a pressioni elevate lungo tutta la filiera.

Il nuovo progetto, 

I partecipanti ad H2A ritengono che investimenti sincronizzati nel settore durante tutto il prossimo decennio creeranno le condizioni per l’introduzione nel mercato di massa di mezzi pesanti a idrogeno – presupposto necessario per soddisfare l’ambizione europea di raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Il sostegno del settore pubblico sarà fondamentale durante la fase di espansione: i partecipanti cercheranno insieme fondi da destinare ai primi progetti pre- commerciali, contemporaneamente si relazioneranno con le varie autorità governative a livello mondiale per favorire la crescita del consenso politico.

Il progetto spannometricamente e molto superficialmente, per come è stato comunicato alla stampa, prevede due fasi. Nella prima si assembleranno 100 truck prototipo e almeno 20 “stazioni ad elevata capacità” (nella nostra ignoranza, non comprendiamo cosa ciò vuol realmente dire, ma riferiamo testualmente) da “omologare” e valide per la rappresentazione di uno standard, un layout, un modello insomma.

Nella seconda fase (2025-2030) H2A prevede di assemblare e commercializzare “mila” veicoli, fino a un break even di 10.000 unità circolanti, ma limitatamente alle grandi arterie internazionali, ovvero quelle coperte dalle stazioni di alta capacità che nella fase 2 diventano “stazioni ad alta capacità/affidabilità (?).

Interessanti anche i commenti di alcuni partecipanti al progetto:

“Le aziende che partecipano ad H2Accelerate concordano sul fatto (descrizione)che i truck alimentati a idrogeno saranno la chiave per consentire in futuro un trasporto a zero emissioni di CO2.Si tratta di una collaborazione senza precedenti, che rappresenta un traguardo importante per creare le giuste condizioni a favore dell’istituzione di un mercato di massa per il trasporto a idrogeno. È anche una call to action per decisori politici, per gli altri attori coinvolti e la società in generale.”  Martin Daum, Presidente del Board of Management di Daimler Truck AG e Membro del Board of Management di Daimler AG.

“Il vantaggio è evidente. Aumentando la produzione in modo significativo, (descrizione) i truck alimentati a idrogeno dovranno essere disponibili ad un costo uguale o inferiore rispetto ai camion alimentati a diesel che i clienti possiedono e usano attualmente. Questo significa che i clienti dovranno avere accesso a veicoli a zero emissioni con tempi di rifornimento, autonomia e costi simili a quelli dei veicoli in uso oggi. Per realizzare tutto questo serve un quadro normativo chiaro, che includa politiche coordinate a sostegno della fornitura di idrogeno, di truck alimentati a idrogeno, di infrastrutture per il rifornimento e incentivi per i consumatori,” sostiene Elisabeth Brinton, Executive Vice President per New Energies in Shell. 

 

 “La diffusione della tecnologia delle celle a combustibile alimentate a idrogeno (descrizione)nel settore del trasporto pesante dipende dall’infrastruttura necessaria. Abbiamo bisogno di progetti molto concreti per dimostrare ai trasportatori e agli altri stakeholder del settore che questa soluzione è percorribile dal punto di vista finanziario e operativo. La rivoluzionaria collaborazione H2Accelerate creerà le condizioni affinché questo accada e accelererà la transizione verso il trasporto a zero emissioni.” Gerrit Marx, CNH Industrial Commercial and Specialty Vehicles President.

Partner