Tribunale di Milano commissaria Corepla per omessa vigilanza

Il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per 12 mesi nei confronti di Corepla a causa di una vigilanza ritenuta insufficiente sulle attività della consorziata Synextra Spa. L'accusa principale per l'ente è di agevolazione colposa. Pur non essendo formalmente sotto indagine per reati diretti, i vertici del consorzio sono accusati di non aver attivato i necessari controlli organizzativi per prevenire il traffico illecito di rifiuti all’interno del centro di selezione di Corsico, ignorando le anomalie emerse tra il 2023 e il 2025.
Decisione che rappresenta un precedente storico per l'ordinamento italiano, poiché applica per la prima volta l'articolo 34 del Codice antimafia ai delitti contro l'ambiente. Tale estensione è stata resa possibile dalle novità normative introdotte dal decreto-legge Terra dei fuochi del 2025, che consente l'uso di misure di prevenzione patrimoniale per sanare la gestione aziendale da derive illegali. L'operazione è stata eseguita congiuntamente dalla Direzione Investigativa Antimafia e dai Carabinieri del NOE.
Il provvedimento colpisce un organismo cruciale per l'economia circolare nazionale, che coordina oltre 2400 produttori associati e collabora con più di 7000 comuni italiani, muovendo un volume d'affari annuo vicino al miliardo di euro. Durante il periodo di commissariamento, il professionista nominato dai giudici affiancherà il management attuale per correggere i sistemi di ispezione interna senza tuttavia sostituirsi alla dirigenza.
L'intera vicenda scaturisce da una parallela inchiesta penale su Synextra Spa, in cui l'azienda e sette indagati devono rispondere di traffico illecito di rifiuti. Secondo la Procura di Milano, la società avrebbe gestito illegalmente circa 240 mila tonnellate di materiale plastico nel triennio 2023-2025. Per abbattere i costi di gestione, i rifiuti urbani venivano mescolati a scarti speciali non autorizzati, i registri venivano falsificati e i controlli di laboratorio venivano elusi mostrando lotti preparati ad arte. All'interno dello stabilimento era stata inoltre creata un'area di stoccaggio abusiva, definita nelle chat interne come striscia di Gaza. Il sistema avrebbe generato per l'impresa un profitto illecito stimato tra i 20 e i 58 milioni di euro. In una nota ufficiale, Corepla ha difeso la correttezza delle proprie attività e il rigore applicato nel settore, assicurando al contempo la massima collaborazione con le autorità giudiziarie. Il consorzio ha inoltre garantito che i servizi di raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica proseguiranno su tutto il territorio nazionale in modo regolare e senza interruzioni per la collettività.